Via al restauro del Buon Governo

Uno dei tesori senesi più conosciuti nel mondo, per il valore artistico, storico e allegorico che racchiude, sarà oggetto di restauro nei prossimi mesi, con un intervento conservativo senza precedenti e con una ripulitura della superficie dipinta, condotta in maniera scientifica. Il Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti è prossimo a questo intervento di recupero, per volontà del Comune di Siena che avrà come partner i Rotary Club dell’Area Medicea e dell’Area Senese (Toscana 2) che si impegneranno con un service, per la raccolta di fondi. Tutti insieme andranno a finanziare quello che già si preannuncia come un cantiere-evento. Nella conference call organizzata martedì sera dal Rotary Club Montaperti, alla presenza dell’assessore comunale Alberto Tirelli, i tecnici che si occuperanno dello studio e del recupero dell’opera, hanno descritto le modalità innovative con cui condurranno la ricerca sulle modalità di esecuzione: le procedure metteranno in risalto i criteri della realizzazione dell’opera e l’approccio che il grande maestro della scuola senese del Trecento ha riservato alla sua creatura.
“In questo momento storico abbiamo bisogno di tanta bellezza – sono le parole del presidente del Rotary Club Montaperti Gioia Cresti – E Il Buon Governo è quanto di più bello e suggestivo si possa osservare. Ecco uno dei valori di questo service che parte dalla volontà di Nicola Menditto presidente del Rotary Club San Casciano Chianti, volontà che ho esteso a tutti i Rotary Club dell’Area Senese e non solo, nella convinzione che il restauro del Buongoverno possa avere un grande impatto artistico e culturale per Siena e per il mondo intero che si nutre dell’essenza delle nostre bellezze. In questo caso il cantiere è nelle mani di professionisti di altissimo livello, capaci di mettere in campo tecniche innovative di studio e d’indagine sulle modalità realizzative dell’affresco, in grado di evidenziare le tipicità del racconto pittorico”.
L’archeologa Nadia Montevecchi, il restauratore Massimo Gavazzi e l’architetto Andrea Sbardellati hanno illustrato ai numerosi soci e ospiti, collegati sulla piattaforma Zoom, i metodi che saranno adottati per decifrare i linguaggi pittorici e simbolici, con cui Ambrogio Lorenzetti ha dato vita al capolavoro, custodito nella sala della Pace di palazzo pubblico. Sarà esplorata in particolare la componente materica con metodo archeologico, procedura mai attuata in passato. Grande soddisfazione è stata espressa dall’Assistente del Governatore dell’Area Toscana 2 Pietro Burroni e dall’Assessore comunale Alberto Tirelli: “Sono certo che da questo lavoro, condotto da grandi professionisti – ha detto – scaturiranno informazioni e dettagli del tutto nuovi rispetto alle interpretazioni finora formulate su queste opere che fanno grande il nostro patrimonio e lo rendono patrimonio del mondo”.